#plasticfreejuly2020 – consiglio nr. 1: la spesa

Luglio è il mese dedicato alla sfida #plasticfreejuly2020 e VegON vuole contribuire pubblicando ogni giorno consigli utili e notizie riguardanti il mondo della plastica.

#plasticfreejuly2020 è un’iniziativa nata nel 2011 su iniziativa di Rebecca Prince-Ruiz, una cittadina australiana che divenne poco a poco consapevole, per esperienza personale e documentandosi specificatamente, della quantità di rifiuti di plastica che ciascuno di noi produce quotidianamente e lanciò quindi una challenge per ridurre il consumo di plastica. L’iniziativa ebbe talmente tanto successo che oggi, ogni mese di luglio, viene replicata in tutto il mondo. Eventi, campagne di sensibilizzazione, movimenti di pulizia dell’ambiente ecc. si alternano per un mese intero, cercando di educare il maggior numero di persone e creare, quindi, un movimento di consumatori consapevoli.

A chi è più attento a questi temi potrebbe sembrare che alcuni dei consigli condivisi durante questa iniziativa siano elementari, ma sappiamo bene che non è così per tutti, altrimenti il mondo non sarebbe nelle condizioni in cui si trova.

Cominciamo, allora, con il nostro primo consiglio, che riguarda il momento in cui andiamo a fare la spesa.

E’ utile tenere sempre in borsa uno o due sacchetti riutilizzabili: rappresentano un’ottima alternativa al classico sacchetto usa e getta e possono rivelarsi utilissimi anche nel caso in cui non avevamo programmato di andare per negozi.

Oggi ce ne sono di tutti i materiali e di tutte le forme, oltre che per ogni gusto. Quasi sempre sono progettati in maniera tale da essere ripiegabili e pertanto occupano pochissimo spazio e non ingombrano. Molti sono anche i tutorial che si trovano online per realizzarli da sè, utilizzando vecchi scampoli di stoffa o parti di vestiti che non mettiamo più.

Facciamo poi attenzione al tipo di imballaggio utilizzato per i singoli prodotti. Sono sempre di più i produttori che si sono resi conto dell’importanza di dover utilizzare contenitori biodegradabili e questo ci facilita un po’ le cose. Teniamo, però, presente che molti ancora utilizzano la plastica. Inoltre, bisogna considerare che anche le cosiddette bioplastiche rimangono a lungo nell’ambiente e impiegano tempo a scomporsi e comunque rilasciano materiale non completamente naturale.

Cerchiamo quindi di optare il più possibile per i negozi che vendono “alla spina”: non abbiamo più scuse perchè sono sempre più diffusi e tra l’altro ci dovrebbero invogliare in quanto i prezzi risultano molto competitivi. Infatti, non tutti sanno che il costo dell’imballaggio incide molto sul prezzo finale del prodotto. In questi negozi è possibile recarsi con i propri barattoli e contenitori. E se proprio non ne abbiamo, la spesa ci viene messa in sacchetti in carta riciclata e/o flaconi che potremo riutilizzare le volte successive.

Per alcune tipologie di prodotto, ad esempio i cosmetici, è in vigore una normativa Europea che vieta la vendita di prodotti “sfusi”, per questioni di igiene e sicurezza della salute. Spesso per queste categorie è possibile però la vendita con vuoto a rendere, ovvero una volta terminato il contenuto, si restituisce il contenitore o il flacone al negozio, che effettua uno sconto sull’acquisto successivo.

Quando andiamo al supermercato tradizionale, se proprio ci siamo dimenticati di portare con noi un sacchetto riutilizzabile e dobbiamo quindi prenderne uno usa e getta, optiamo almeno per quelli biodegradabili, normalmente riutilizzabili per raccogliere i rifiuti organici in casa. Inoltre, anche per l’acquisto di frutta e verdura cerchiamo di prediligere quella sfusa, evitando vaschette e involucri di plastica. Anche chi non rinuncia al pesce e alla carne può scegliere di non acquistare prodotti già confezionati ma, servendosi al banco del fresco, può poi almeno riutilizzare il sacchetto in cui viene avvolta la merce.

Chi acquista dal negoziante di fiducia o con consegna a domicilio può invece concordare il ritiro delle cassette alla spesa successiva, di modo che nulla finisca inutilizzato nell’ambiente.

Per quanto riguarda l’acqua, sono diverse le opzioni a nostra disposizione:

  • se  ci muniamo di bottiglie in vetro riutilizzabili, possiamo reperire l’acqua in una casa dell’acqua
  • se abbiamo un’apposita caraffa filtrante possiamo bere l’acqua del rubinetto
  • quando andiamo in giro portiamoci una borraccia o un thermos
  • se proprio non possiamo rinunciare alla bottiglia usa e getta, cerchiamo almeno di acquistare quelle marche che realizzano bottiglie biodegradabili, realizzate per esempio con un particolare biopolimero derivante dalla naturale fermentazione degli zuccheri contenuti nelle piante.

 

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